Gandhi News

La tua benda di denaro

E se ascoltassero le mie risposte. E se lo sapessero a cosa mi è servito. Se tutto questo mi fosse servito anche solo a capire come si sente un immigrato appena arrivato in Italia, senza conoscere la lingua, sotto il peso di chi lo guarda schifato come fosse appena uscito da un bagno di merda? Se tutto questo mi fosse servito anche solo per metter ancora sul piatto i miei limiti o le mie capacità, se mi fosse anche solo servito per sentire quella brezza che mi consente di volare? A voi farebbe schifo no? E se mi fosse servito a stancarmi di quelli che invece di chiedere come stai ti dicono quello che devi e quello che non devi fare? E se mi fosse servito a decidere di essere stanco di quelli che quando hanno bisogno e sono di buon umore ti cercano e altrimenti Saluti e Baci amico? E se mi fosse servito anche solo a decidere che anche la pazienza si esaurisce? E grazie per quello che hai fatto ma ora a galla Amico, nuota nel tuo brodo Amico! E mi sembra un miracolo quando sento...

Fiore

Allora ho smesso di scrivere, perché non mi veniva più come prima, perché non riuscivo a sciogliere quella matassa di pensieri che mi toglievano il fiato, che mi facevano dormire male, che si accavallavano quasi volessero soffocarmi. Fuori il vento mi faceva venire mal di testa. Ho camminato ancora qualche centinaio di metri poi ho deciso di sedermi. Con lei voglio fare tutto quello che mi manca nella lista della vita, poi saluterò ringraziandola per il tempo pieno passato insieme. E mentre pensavo il vento si è fatto più forte e invadente e qualche goccia ha deciso di fargli compagnia. Ho incrociato le gambe e ho lasciato che la pioggia mi bagnasse il viso. Mi è sempre piaciuta quella sensazione di libertà, respirare quando piove, sentire le labbra bagnate, il profumo dell’erba che sale lento fino a circondarti. Ho pensato a quando stava male. Chiusa in casa, le imposte chiuse, non voleva vedere nessuno, non voleva la vedesse nessuno. E gli occhi smarriti in quel silenzio....

Cirpiani London Restaurant

Ho riletto un commento su un post e poi ditemi tutto quello che volete ma quell’idea a me è rimasta. Quelle parole anonime, leggere come un ago che vuole pungerti la pelle, fuori luogo, a me purtroppo è rimasta quell’idea di trovarmi di fronte a un povero essere umano imbecille con manie di protagonismo. Purtroppo. Purtroppo. Purtroppo. Da quando sono single io, da quando non ricevo più telefonate di gente che non ho voglia di sentire e mi autogestisco le giornate senza che ci sia una che mi dica che scarpe devo mettere e che posti devo frequentare. In generale parlo, in generale. Ecco deve essere da quel momento che ho iniziato a incontrare persone interessanti lungo il mio cammino. Da quando sono single io, che ho capito il valore di certe parole e parola dopo parola la composizione inutile di certe frasi e il significato di certi gesti e ho capito che Dio solo sa, solo lui sa quante volte sbagliando ho imparato e quante volte sbagliando mi sono detto inutilmente che sarebbe...

Incroci

Le porte dell’N26 si chiusero alle sue spalle silenziosamente. Percorrendo Groove Green Road pensò che i cieli, certe mattine, sono uguali in tutto il mondo. Quando giunse al 127 guardò ancora una volta il colore celeste chiaro, macchiato di bianco e di un rosa che gli ricordava qualcosa ma non sapeva esattamente cosa, invece di entrare a casa decise di proseguire, di seguire il cielo che tanto ormai la mattina era andata persa. La sera prima lei si sistemò la coda davanti allo specchio, in penombra. Con la sola luce dell’abat jours si era sempre vista più bella. Si guardò di lato in un’espressione seria e sexy. Si porto le mani fino agli slip e in un solo gesto fece altri due giri intorno all’elastico. Così sono irresistibile, pensò osservandosi con cura. Trattenne il respiro per sentirsi ancora più magra, guardò orgogliosa i suoi seni riflessi sullo specchio, il ventre piatto, le gambe lunghe e le cosce leggermente muscolose e pensò di non essere poi così male. Presto...

Ordine

Penso che ci sono cerchi caotici dentro il quale non mi ritrovo più. Ed è sera tarda e sento dolore misto a nostalgia e cammino sgraziato verso le ombre che mi precedono con passi irregolari, cerco di evitare ogni macchia scura appiccicata lungo l’asfalto. Mi concentro fino alla soglia di casa per non sbagliare, per non calpestarne neanche una. E non sono triste, solo sarà la musica e il vento che mi portano lontano, che portano i pensieri lontano chilometri oltre il mare. Uno mi chiede se mi sono fatto male, Si sono caduto, rispondo sorrido e vado dritto stando attento al susseguirsi dei passi. Uno e poi l’altro e poi uno e poi l’altro. Quando uno non seguirà più l’altro farò meno fatica a contare, penso tra me e me. A volte, chiuso nei miei silenzi, riesco a starmi antipatico pure da solo. E’ interessante, dicono le persone di uno che pensa in silenzio, e io credo sempre che se parlasse lo sarebbe certamente meno. E’ facile essere interessanti stando zitti. Ci sono...

Mille persone (Il più felice dei matrimoni Spante..)

E sarà stato il naso piccolo e all’insù oppure la canottiera bianca a coprirne il fisico asciutto e minuto. E saranno stati gli occhi vispi e le gambe nascoste dai jeans scuri o la coda legata per bene a scivolare lungo la schiena. E comunque certe cose le senti, certi momenti non devi perdere tempo a cercare di spiegarli. Si sentono e basta. E quando Spantega mi ha detto che doveva sposarsi io ho pensato che tra poco rimanevo solo io, e ho pensato a quel signore che mi aveva letto le carte e ho pensato che mi aveva detto che mi sarei sposato solo dopo aver incontrato mille più mille persone. E deve essere stato allora che ho iniziato a vagare sai? Sarà stato allora che ho sentito quel formicolio ai piedi e ho iniziato a girare e conoscere persone nuove. E sarà stata la musica a riempirmi la testa mentre la guardavo e la sua piccola mano posata sul libro aperto. E a dirla tutta ho pure pensato fingesse di leggere, mi sembrava guardasse sempre la stessa riga. E sarà stato il fascino...

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A quasi 29 anni, Quando siamo andati a Camden, mi pare fosse l’una o le due del pomeriggio, Tciù Piem , come dicono qui, ecco lì ci siamo scambiati un piccolo regalo, delicato, simbolico, importante, come una dedica su un libro, come una dedica sulla prima e sull’ultima pagina di un libro. E io già avevo la sua sciarpa con il suo profumo, a me, forse, sarebbe bastata anche solo quella, ma è stato bello, bello davvero. E ora che li ho passati non ho dimenticato la bontà dei suoi sguardi e delle sue parole, non parlavamo di noi quel giorno ma di chi ci passava accanto, e non ho dimenticato come i suoi occhi guardavano la luce. Zeo è sempre lo stesso. E quando dico Vado via mi dicono, Da cosa scappi? Ma io non scappo, io vado incontro. E’ un periodo questo, è un bel periodo questo in cui ho avuto il tempo di pensare e non di trarre conclusioni ma solo di pensare, che di conclusioni io ci capisco sempre poco, anche qui, anche da grande. Le conclusioni lascia che le tragga qualche...

Axis of Awesome

Pure lei

La mattina quando ci alziamo neanche ci guardiamo più in faccia. O forse sono io. Sento una sensazione sai, come se fossi sazio, come quando mangi tanto e qualsiasi profumo di cibo, dopo, ti fa venire voglia di vomitare. Allora spero che vada via. Non ho neanche voglia di sapere cosa pensa, lo so cosa pensa, vuole che facciamo l’amore e poi stiamo in silenzio a guardarci e magari qualche parola dopo, ma che sia dolce, e non importa che sia vera o falsa, l’importante è che sia dolce. E io voglio sbattere le ciglia e vederla scomparire in un secondo. Voglio sbattere le ciglia e voglio essere da un’altra parte. In cima alla collina dove voglio abitare, barba lunga e capelli bianchi. Proiettato nel futuro, sereno e felice di ciò che ho. Proiettato nel futuro che del presente di questa mattina proprio, proprio non ne ho voglia. Senti facciamo così, le vorrei dire, ci alziamo e tenendoci per mano ti accompagno alla porta e poi tu esci fuori e io resto dentro, potremmo fare anche...

Stop the train