Gandhi News

Fortuna che s’è slacciata il reggiseno

galleria_milano“Sembra che i pesci rossi non siano stai una valida alternativa alla fine della tua storia d’amore”“Ah no, di certo” rispondo ” Meglio, molto meglio” dico ” Vedi Sara ha bisogno di me per vivere, a una certa ora sale su scuotendo la coda fino in cima alla palla, mi guarda e aspetta di essere nutrita per diventare grande grande come una squala”

“Non ha richieste particolari, la sera posso uscire con i miei amici, basta che quando torno le cambio l’acqua, è comprensiva insomma, ci troviamo bene insieme”

Milano ha sempre lo stesso affascinante malinconico aspetto. Ho camminato tanto e mi è venuta fame. Niente pizza. Ho mangiato un’insalata per rispettare la mia dieta, poi un hot dog che “fanculo” avevo ancora fame. Ho comprato le vigorsol white e l’ho aspettata seduto nei gradini che portano all’ingresso del grande Duomo. Mentre l’aspettavo ho pensato alle volte che, in quel periodo, eravamo stati a passaggio per queste vie. Porta Genova, via Torino, Duomo, San Babila chilometri a chacchierare, disadattati nel lussuoso nord

Ieri ho rivisto il Casale, in Porta Genova, e li che abbiamo fatto il primo aperitivo della nostra vita. Bevi una cosa e mangi quanto vuoi. Non ci sembrava vero a me Giorgio e Konad.

E’ arrivata in ritardo. Giusto cinque minuti per farmi salire l’ansia. E’ arrivata di spalle, mi ha poggiato la mano sulla testa e quando mi sono voltato mi ha sorriso. Mi è sembrata bellissima. Non era bellissima forse ma rischiavo di impazzire ogni volta che potevo guardarla. Era bellissima.

Abbiamo preso la metro e passeggiato per Corso Bueno Aires, dicono che ci sono tanti negozi, ma io non ci stavo capendo niente. Le tenevo la mano e lei passava le sue dita sotto il palmo della mia mano mentre raccontava quello che era successo nello spazio di tempo che ci aveva diviso.

Ha comprato una specie di scialle tutto colorato, poi ha iniziato a piovere, io ho tolto la felpa e ci siamo coperti con quella, di fianco ad intimissimi mi ha chiesto di aspettare fuori e ridendo come una pazza è entrata dentro. L’ho aspettata dieci minuti pensando che se non si fosse mossa me la sarei fatta addosso. La cacca dico, maledetto caffè.

Abbiamo mangiato un pezzo di pizza e mi sono sporcato i pantaloni. Le donne sono bravissime a mangiare, non si sporcano mai, hanno questo strano modo elegante di addentare senza sporcarsi che un giorno mi dovrò mettere a studiare. Io ho finito i fazzoletti che ancora ero tutto unto, mi sono lavato in una fontanella sulla strada

Siamo entrati nella stanza di albergo e lei mi ha chiesto di uscire. Quando sono rientrato non c’era, aveva lasciato solo una piccola luce blu accesa. Mi sono seduto sul letto, l’ho sentita ridere da sola e ho continuato a leggere la rivista che ho trovato sul comodino. Mi sono tolto le calze e ne ho sentito l’odore. Era accettabile. Ho portato un piede vicino al naso e ho trovato accettabile anche quello. Mi sono guardato allo specchio e mi sono visto felice, mi sono sorriso e ho ricominciato a leggere.

Quando ho alzato lo sguardo lei era davanti a me con un completino intimo blu. Non sono riuscito a respirare per sette, otto secondi. Ha portato le mani dietro la schiena e si è slacciata il reggiseno. Ho tirato un sospiro di sollievo. Un problema in meno. L’ultima volta avevo dovuto strapparlo, ma tanto quella non l’avrei più rivista.

Dopo che abbiamo fatto l’amore ho controllato sotto il letto dell’albergo, ci trovo sempre qualcosa, riviste, calzini, batufoli di polvere, mutande. Stavolta niente. Mi sono detto “è proorio una serata perfetta” , nel dirlo mi è tornata la voglia di fare la cacca che non avevo fatto. Mi sembrava poco carino farla in camera dopo aver fatto l’amore. Allora le ho chiesto di aspettarmi. Mi sono vestito, ho cercato un bagno tra i corridoi e quando l’ho visto in lontananza mi è sembrato di non riuscire ad arrivarci in tempo. Sono entrato con le chiappe strettissime, quando le ho potute rilassare mi è nato un sorriso ebete e sincero

Sono uscito dal bagno e mi sono sentito un altro. Ho preso una bottiglia di vino e nove rose rosse. Sono tornato in camera e lei era in doccia. Ho strappato i petali delle rose e ho coperto la sua parte del letto, ho stappato la bottiglia e ho aspettato uscisse dalla doccia

Abbiamo rifatto l’amore

Ho finito il fondo della bottiglia mentre lei già dormiva, avvolta dalle rose, cullata dal suono della pioggia di Milano

 

  • Condividi questo post


Atri articoli di Gandhi

  • Integrazioni difficoltose

    Avevo per un attimo accantonato l’idea di un’integrazione totale tra due mondi così differenti. Mentre l’uomo imparava ad affrontare le...

  • La più bella del matrimonio (Io)

      E allora visto che il pomeriggio mi sembrava andasse a puttane e leggevo e leggevo e leggevo e non facevo altro che leggere da ieri, mi...

  • ZzZzzzzz Splash

    Certo c'era comunque poco da illudersi. Nonostante gli esami a cascata natalizia non avevo ancora vinto la battaglia con l'F-16 col pungiglione...


Un commento a “Fortuna che s’è slacciata il reggiseno”

  1. dice:

    Aspetta e spera…

Lascia un Commento