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Chiedi ancora

magia

Due cose avevo chiesto a Dio. La seconda era di ricordarmi qual’era la prima. Niente, nessuna risposta. Forse dormiva.

Una cosa avevo chiesto a Sky. Chi cazzo s’era fottuto i miei occhiali da sole. Niente, nessuna risposta. Ma erano comunque due silenzi differenti e poi non volevo paragonare Sky a Dio nè Dio a Sky

Mia madre avrebbe sorriso dei suoi silenzi, se fosse stata qui avrebbe sorriso con gli occhi ai miei interrogativi. “Chiedi ancora” avrebbe detto “Chiedi ancora” avrebbe detto mia madre in silenzio, sorridendomi con gli occhi, se fosse stata qui

Autistico, strano, silenzioso, paranoico, paraculo, tutte me le avevano dette. Doveva essere così fastidioso il mio sorriso come risposta, il mio silenzio allegro come risposta, il mio sguardo di conferma come risposta: Si, grazie, adoro essere tutte queste cose, che fastidio il mio Fanculo silenzioso

Quando scrivo nessuno mi chiede perchè. Una storia si legge e si accetta per quello che è. Quando le racconto, invece, quando le racconto certe cose devo sopportare questi sguardi d’inquietudine e sbigottimento, questi sguardi interrogativi mi trovo a contemplare mentre racconto i cazzi che mi passano per la testa

- Lo scrittore? - mi dice lei - E come pensi di campare? - mi dice

- Giusto - rispondo - Giusto, invece con i buoni pasto che mi passa Sky si che tiro avanti, con quelli si, no? Mica ci avevo pensato -

Per carità io dei buoni pasto ci vado fiero, mi piacciono, è il cibo della mensa che mi fa cagare

Tre cose avevo chiesto a Dio. La seconda era di ricordarmi qual’era la prima. Niente nessuna risposta. La terza era “Ma perchè non mi rispondi mai?” Niente, nessuna risposta

“Chiedi ancora” mi avrebbe detto “Chiedi ancora” avrebbe detto mia madre in silenzio, sorridendomi con gli occhi, se fosse stata qui

Sorridimi ancora, avrei risposto

Gandhi

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