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Buone feste…

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Quelle che hanno lasciato un segno, quelle che sono rimaste tatuate nei miei pensieri, loro lo sono rimaste fin dal primo sguardo, la prima mano sfiorata, i primi scambi di parole, il primo diverbio, la prima risata, il primo segreto, la prima volta nudi una accanto all’altro a toccarci i capelli con una mano e chiacchierare a voce bassa dopo aver fatto l’amore, la prima volta con il muso, la prima gelosia, la prima pace, il primo mattino dopo aver dormito insieme.

Le ragazze, quelle con cui andavo a letto e prima che fosse l’alba le avevo già accompagnate a casa con una scusa qualsiasi, quelle che per togliermi il loro odore dalla pelle non dormivo se prima non avevo fatto una doccia, quelle, quando mi svegliavo la mattina era come quando sogni e non ti ricordi cos’hai sognato.

Quando ci restava male non riusciva a trattenersi. Il viso le diventava scuro, le labbra viola e gli occhi le si ghiacciavano e batteva le ciglia a intervalli regolari.

Stringeva le mani e poi le portava tra le gambe, si alzava dalla sedia, diceva qualcosa tra se e se, si rimetteva seduta, si rialzava poi sbottava, io che ero quello che non capiva, io che non cambiavo come dovevo cambiare, io , io, io, io

Le guance rosse e calde, lo sguardo imbevuto di rabbia, con una mano sistemava i capelli dietro le orecchie e a me sembrava meravigliosa, meravigliosa anche quando era piena di rabbia.

Mi avvicinavo, la stringevo e girava il viso dall’altra parta, non voleva essere baciata, non voleva cadere tra le mie braccia. Posavo le mie labbra sulla sua testa, mi guardava e rideva – Non pensare che io stia scherzando – diceva ma quel sorriso la tradiva, la tradiva fino a quando non alzava lo sguardo verso il mio e si lasciava baciare come nessun’altro poteva fare. Un bacio lungo, sincero, con gli occhi chiusi

Con gli occhi chiusi come quando si sogna

Buone feste…

A presto..

Gandhi


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