Gandhi News

Angeli dalle ali di cristallo

  Quando si infila sotto le coperte io penso che non ho più scelta, devo farci l’amore, non ho più scelta. Le guardo gli occhi e le sfioro i capelli con una mano e quando iniziamo a baciarci non possiamo più tornare indietro. Sfilo la canottiera e sgancio il reggiseno con una sola mano, mentre lo faccio continuo a baciarla e con una mano le tengo la testa e un vortice di caldo ci travolge e con la mia lingua sento la sua e con la sua lingua sente la mia. Stupido sardo in preda a questa notte., stupido sardo in preda a un’emozione   Mi sono seduto in mezzo alla piazza e mi è sorto un dubbio, se stai cercando una persona devi girare da una parte all’altra del mondo fino a quando non la trovi o è più facile sedersi e aspettare che lei passi?   Ho pensato che ci sono luoghi in cui una persona vuole passare una volta nella sua vita, mi sarei potuto sedere a Parigi sotto la torre Eiffel o davanti al giardino delle Arance di Siviglia, mi sarei potuto appollaiare pazientemente a...

Il segreto di Mango

Ho aperto gli occhi e Mango dormiva tenendo stretta Ines sul materasso di fronte a me. Ho trovato una mela verde e ho le ho dato un morso, l’ho poggiata e sono uscito fuori. Pioveva, il cielo sfumava in un grigio scuro e certe nuvole passavano veloci sulla mia testa, trasportate dal vento. Ho chiesto a Giovanni se aveva visto Zeo e mi ha risposto di no e se potevo fare silenzio che stava meditando. Mi sono avvicinato al mare, l’acqua era calda e ho fatto un bagno poi mi sono sdraiato sulla sabbia per godermi la pioggia.   Quando Zeo è tornato si è seduto accanto a me. Abbiamo guardato il mare in silenzio e mi è sembrato fosse triste ma non gli ho chiesto niente. Io credo ci sia un tacito accordo tra noi quattro e credo sia il fatto di non farci domande, quando dobbiamo dirci una cosa lo facciamo.   Penso che esistano persone con cui non esiste la necessità di coprire ogni silenzio, penso ci siano persone con cui ci si capisce senza dire una parola, con cui ci si riesce a godere...

Per ritrovarla

È una società contraddittoria, dove tutti parlano di uguaglianza e poi per entrare in un locale devi superare dieci selezioni all’ingresso. Lei non può entrare, mi dispiace, ha meno di millesettecento euro di vestiti addosso. E nessuno che ha più voglia di ascoltare, tutti pronti a maledirsi l’un con l’altro, ai semafori e alla posta, allo stadio e in condominio, a lavoro e nei locali, abbiamo perso la capacità di dialogare, non credi?   Io non mi ci ritrovo in questa società e voglio andare via Luca, questa volta ho deciso che voglio andare via per sempre, voglio cercare una terra dove le persone guardano gli occhi delle persone anziché i vestiti capisci? Gandhi diceva “Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”, ecco io non mi voglio rassegnare, non voglio essere ciò che mi dice di essere la moda o la pubblicità, non voglio perder tempo ad inseguire cose che non mi possono riempire l’anima, voglio andare in cerca di ciò che mi può rendere felice, solo...

La ragazza delle arance

  Rientro a casa stanco ed è freddo. Il salone grande, buio. Mi siedo e accendo la stufa. Ho passato il pomeriggio a pensare alla Ragazza delle arance. Volevo sapere chi era, cosa faceva nei periodi in cui non si faceva trovare.   Ho letto qualche pagina, tenevo il libro e giravo le pagine con una mano sola, l’altra la voltavo come una bistecca, davanti alla stufa.   Basta scaldare un solo punto del proprio corpo e tutto immediatamente sentirà il calore. La ragazza delle arance cercava un po’ di affetto per sentire caldo dentro al cuore. Accendo il computer, ascolto Allevi e comincio a scrivere   Mi piace scrivere   Ho passeggiato avanti e indietro per il corridoio e quel pensiero non mi ha mai abbandonato, mi piace scrivere e so da quando, so perché e conosco il momento   Ho capito che tutte le cose importanti sono nascoste dentro di noi, è da allora che ho smesso di tenere le cose. Non porto attenzione agli oggetti, non faccio più fotografie, non tengo più i messaggi...

Camomilla (La ragazza del bar)

  Se ti dessero meno anni per vivere amore, se ti dessero un termine ben preciso? Niente incidenti o malattie, niente morti improvvise e inaspettate, niente finale a sorpresa amore. Se ti dessero una data amore, tu cosa faresti?   Ho fatto la spesa come ogni mattina e colazione e cappuccino e cornetto nel bar della ragazza siciliana. Stava seduta alla cassa come al solito. Entrando l’ho vista con la coda dell’occhio, lei ha salutato e io ho risposto fingendo distrazione. La coda lunga le scendeva sulle spalle e gli occhi vispi e poco trucco sul viso come sempre. Ho ordinato una brioches con il cioccolato e per un attimo abbiamo incrociato gli sguardi. Ho pensato di parlarle per una volta, ogni gesto ha senso quando devi morire. Quando ho finito la colazione però ho deciso di andarmene, ho pagato senza guardarla e sono uscito.   Se ti dessero la possibilità di realizzare un sogno prima di salutare tutti, tu cosa faresti amore?   Sono tornato a casa e ho scritto un pensiero per...

Prague Time

I miei sbagli

  E quando sogno di diventare un bravo scrittore e il sonno non arriva e i pensieri corrono come piccoli insetti impazziti e vedo la folla che mi acclama e le donne che mi vogliono e i vecchi amici che si complimentano e sono gelosi e quelli sinceri e quelli ipocriti e bugiardi e poi mi sveglio, dopo il sogno, che la realtà mi sembra tutta completamente diversa   E quando con gli occhietti vispi e sinceri e malinconici e bugiardi osserva silenziosa e poi libera parole che sono coltelli affilati e sentenzia sulla vita e sulle cose tutte e sul mondo bastardo e crudele e ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, e quando poi un attimo si ferma e respira, in ognuna di queste fasi Valeria non è altro che se stessa   E quando mi parla Elisa e i suoi occhi lucidi e azzurri e i capelli scompigliati e i pantaloni della tuta a esaltarne il culo e la voce sicura e poi tremante che dice una cosa e poi tutto il contrario quando parla d’amore perchè l’amore è contraddittorio e per...

Buone feste…

Quelle che hanno lasciato un segno, quelle che sono rimaste tatuate nei miei pensieri, loro lo sono rimaste fin dal primo sguardo, la prima mano sfiorata, i primi scambi di parole, il primo diverbio, la prima risata, il primo segreto, la prima volta nudi una accanto all’altro a toccarci i capelli con una mano e chiacchierare a voce bassa dopo aver fatto l’amore, la prima volta con il muso, la prima gelosia, la prima pace, il primo mattino dopo aver dormito insieme. Le ragazze, quelle con cui andavo a letto e prima che fosse l’alba le avevo già accompagnate a casa con una scusa qualsiasi, quelle che per togliermi il loro odore dalla pelle non dormivo se prima non avevo fatto una doccia, quelle, quando mi svegliavo la mattina era come quando sogni e non ti ricordi cos’hai sognato. Quando ci restava male non riusciva a trattenersi. Il viso le diventava scuro, le labbra viola e gli occhi le si ghiacciavano e batteva le ciglia a intervalli regolari. Stringeva le mani e poi le portava...

I miei pensieri (Il regalo di Natale)

Un ricordo lontano, una stretta forte al cuore, il sonno che fugge. Non ci vuole coraggio, amarti ancora è la cosa più naturale del mondo. Una sera, la luce del fuoco acceso in soggiorno che penetrava nella stanza buia, ho pensato che ci sono cose nella vita che non si ha mai il coraggio di dirsi, che non si ha mai il coraggio di fare. Ho preso il telefono e ho provato a chiamarti. Ci piaceva parlare della vita davanti a Piazza San Pietro vuota, la notte. Vedere la luce della camera del Papa spegnersi e immaginarlo infilarsi nel letto, con i suoi pensieri, le sue preoccupazioni, le sue paure di uomo, di uomo qualunque travestito da Papa. Ho preso il telefono e ho provato a chiamarti. Era spento. Mi sono alzato e sono uscito fuori, la macchina fino a Via della Conciliazione, poi a piedi fino alla Piazza. Il Papa dormiva, aveva già spento la luce e tutto intorno solo il nulla. Un barbone avvolto nei suoi cartoni e nei suoi pensieri. Anche Dio dormiva. Fosse stato sveglio l’avrebbe...

Un brivido lungo la schiena

Certe sere prima di andare a dormire guardo un film sdraiato sul divano del salotto. Quando li guardavo con lei spesso si addormentava e poi mi chiedeva di raccontarglielo. Io allora farfugliavo qualcosa, mi piaceva guardarla mentre dormiva, del film non sapevo raccontare niente. Mi piaceva guardarla mentre dormiva. Io non è che non la amo più. Le persone quando le ami le ami per sempre, non puoi smettere di amarle, ti accompagnano in ogni respiro, in ogni battito di ciglia, in ogni gesto. La amo ancora. Solo che è diverso. Certe mattine, quando mi alzo incazzato, quando mi sveglio e mi rendo conto che sono incazzato con lei da morire, quando mi alzo e voglio stare solo e invece lei, prepotente, occupa chiassosamente i miei pensieri. Quelle mattina il latte non è mai troppo dolce e il sole mai troppo splendente. Mi affaccio alla finestra e immagino che passi sotto. Le parole le porta via il vento, come certe promesse. La bacerei, neanche un soffio di fiato, sentirei ancora una volta...